1976–2026: MOTO GP al Mugello, 50 anni di velocità e leggende italiane


C’è un luogo in Toscana dove il rombo dei motori si mescola al battito del cuore tra le verdi colline del Mugello. Un
tracciato dove ogni curva racconta una leggenda, ogni rettilineo è una promessa, ogni vittoria un pezzo di eternità. Di
proprietà Ferrari dal 1988, sui suoi 5.245 metri di tracciato grandi campioni delle due ruote hanno scritto la storia.

Il 29, 30 e 31 maggio il Mugello Circuit celebra un traguardo glorioso: 50 anni dal primo Gran Premio d’Italia di
Motociclismo. Mezzo secolo di campioni, rivalità leggendarie, livree memorabili e cultura racing diventata fenomeno pop.

La Golden Era: quando nacque il mito
Tutto iniziò il 16 maggio 1976. In un’Italia che viveva il fascino ribelle delle due
ruote, il Mugello accendeva per la prima volta il suo spettacolo mondiale. La pole della 500cc porta la firma della
leggenda Giacomo Agostini, mentre fu Barry Sheene a conquistare la vittoria nella classe regina. Da lì in avanti il circuito
toscano è diventato teatro di una vera epopea racing: dalle cavalcate di Kenny Roberts alla classe cristallina di Freddie
Spencer. Negli Anni Novanta il motociclismo diventa cultura pop con Kevin Schwantz, Mick Doohan in 500cc e un
talentuoso Max Biaggi che trionfa in 250cc.
Poi arriva lui: Valentino Rossi. Giovane, irriverente, geniale. La sua prima
vittoria al Mugello nel 1997 in 125cc entra subito nell’immaginario collettivo grazie al giro d’onore con la
celebre “Claudia Skiffer”. Da quel momento il Mugello smette di essere soltanto una pista: diventa spettacolo, moda,
identità generazionale. Le livree speciali, i caschi iconici, le scenette teatrali e il popolo giallo trasformano il Gran Premio
d’Italia in un evento capace di mescolare sport, musica e intrattenimento come nessun altro appuntamento motoristico
internazionale.

Mugiallo: gli anni della leggenda
Dal 2002 al 2008 il Mugello si tinge di giallo. Il Doctor domina con sette vittorie consecutive e il circuito vive anni record
di pubblico. Le colline si animano tra bandiere, fumogeni, DJ set improvvisati e una creatività tutta italiana che conquista
il mondo.
Accanto a Rossi brillano anche altri protagonisti azzurri come Marco Melandri, Marco Simoncelli, Mattia Pasini
e Andrea Iannone. Negli anni successivi il testimone passa a campioni come Casey Stoner o Jorge Lorenzo, mentre
l’Italia torna a cantare l’Inno di Mameli grazie a Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci su Ducati.

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La sfida tutta tricolore tra un esplosivo Marco Bezzecchi e Jorge Martin (Aprilia) contro l’armata rossa di Marc Márquez,
Pecco Bagnaia e Fabio Di Giannantonio infiamma il pubblico italiano.

Frecce Tricolori, musica e invasione di pista
A rendere ancora più spettacolare il 50° anniversario, domenica 31 maggio il sorvolo delle Frecce Tricolori sulla griglia
MotoGP a coronamento di un ricco programma di gare con: Moto3, Moto2, MotoGP, Sprint Race e la novità della Harley-
Davidson Bagger World Cup. E come da tradizione, invasione di pista dopo la bandiera a scacchi e DJ set dal podio.

Il Coachella dei motori
Lo spettacolo della pista continua la sera sulle colline all’insegna dello slogan “Al Mugello non si dorme”, un festival a
cielo aperto, una tribù che balla. Oltre 100 ettari di parco attrezzato trasformano il weekend del Gran Premio in una vera
esperienza immersiva: campeggi, sessioni autografi con i piloti, DJ set internazionali e notti che non finiscono mai. Tre
notti in cui adrenalina, moda streetwear, cultura racing e nightlife si incontrano sotto le stelle della Toscana.

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