Miguel Bosè ancora un bravo ragazzo?

Dopo un lungo periodo di assenza, nel quale ci sono stati un divorzio, la morte della madre, gli eccessi e la sua posizione di negazionista nei riguardi della situazione che stiamo vivendo con tutte le restrizioni e le precauzioni da usare, torna Miguel Bosè.
Non lo fa in silenzio anzi torna rilasciando un’intervista al quotidiano spagnolo “El Pais” suscitando tante polemiche a partire dalla condizione imposta prima di concedersi al giornalista, ovvero l’intervista è ok se non si usa però la mascherina.

Nell’intervista si confessa come non ha mai fatto prima, rivelando che tra gli anni ’80 e i ’90 ha scoperto il suo lato oscuro fatto di droghe, sesso selvaggio, sostanze, pensando che tutto fosse parte integrante e necessaria per la sua creatività di artista. Solo in seguito si è reso conto la situazione stava precipitando, ne stava diventando dipendente, tutto ciò ha portato alla causa di seri problemi nella vita familiare soprattutto.


Poi sette anni fa la decisione di smettere, tutto in un giorno. Ormai però aveva perso tutto ciò che gli stava attorno gli affetti più cari come la famiglia, il divorzio dalla moglie, l’allontanamento dei figli e una voce che non era più la stessa.
Recentemente poi un altro dispiacere si aggiunge a questa sua situazione, la morte della madre, Lucia Bosè, che lui sostiene non essere deceduta per le conseguenze del Coronavirus bensi per una polmonite anzi se la madre fosse stata ancora viva avrebbe combattuto con lui la battaglia negazionista.

Noi vogliamo però ricordare Miguel Bosè come quel bravo ragazzo, poeta del ’56 a spasso in un mondo che si da via in una vita che è solo acrobaziona….